Giornata di test per Jessica in Franciacorta
23/06/09 17:00

Questa volta Jessica le unghie le ha piantate nel volante di ben tre tra le vetture più interessanti oggi in circolazione e a nulla sono valsi i tentativi di consigliarle di andarci cauta, di non stancarsi troppo.
Seat Leon Cup, Lotus Cup e Formula Renault 2000, questa è miscela esplosiva partorita dalla mente vulcanica di Jessica.
Seat Leon Cup
La prima vettura del lotto è la Seat Leon Cup curata dalla Scuderia del Girasole diventata famosa per aver importato in italia le il famoso maggiolino delle Fun Cup. Oggi la Scuderia del Girasole è un punto di riferimento in italia per il gruppo Volkswagen, in particolare per le Seat Leon e per il campionato che le vede schierate.
Quella che Tarcisio Bernasconi ha assegnato a Jessica per questo test è la vettura portata in gara da Roberto Seveso. Sentiamo Jessica cosa ne pensa: "Beh, è una vettura chiaramente derivata dalla serie, anche se il lavoro sovolto sulla scocca e sulle sospensioni la fanno assomigliare più a una vettura di classe GT che a un'auto per andare a fare la spesa. Che sia derivata dalla serie lo si vede chiaramente dal cambio. E' il conosciuto e collaudato DSG nato per impieghi stradali, dotato di doppia frizione e di gestione elettronica dei movimenti che sono tanto rapidi da far impallidire un sequenziale di penultima generazione. Il DSG è un progetto sviluppato con metodo tedesco e questo significa che seppur sia progettato per impiego stradale, non ha nulla da temere nell'impiego gravoso come quello agonistico, il tutto senza dover cambiare una vite al suo interno. Delude però nella gestione elettronica. Quando esco dalla pit-lane mi piace aver sempre il controllo di tutto, nel bene e nel male e non mi piace dover chiede "per favore" quando devo scalare. Se voglio togliere una marcia lo devo poter fare e basta. Invece la centralina ha sempre l'ultima parola e se l'ingegnere tedesco in camice bianco ha stabilito che in 3° a 4950 giri non si può scalare in 2°, stai fresco e devi attendere..."
Le prime impressioni di Jessica non sono entusiasmanti ma poi il cronometro racconta la verità: la Seat Leon Cup è una vettura veloce, tremendamente veloce e incredibilmente efficace. Jessica inanella una serie di giri con un progressivo e costante miglioramento e solo la fine del test decreta il miglior tempo ottenuto sulla Seat. Abbiamo l'impressione che se avesse potuto girare tutta la giornata sarebbe scesa a tempi da qualifica.
Lotus Exige Cup
Quando Jessica è andata a trovare Stefano D'Aste è rimasta sopresa nel vedere così tante vetture da corsa tutte insieme in un'officina che in fondo è il punto di riferimento per i tagliandi delle vetture stradali di tantissimi fortunati possessori Lotus.
L'impressione entrando alla PB Racing è che ogni Lotus riesca a contaminare il suo possessore con il seme della follia e che l'adrenalina che queste vetture trasmettono generi dipendenza dalla ricerca delle prestazioni sempre migliori. Appesi qua e la si trovano marmitte in titanio, carrozzerie in carbonio mentre i pavimenti e le scaffalature metallice accolgono cerchi in magnesio, cambi sequenziali e ogni altra diavoleria che la sconsideratezza inglese può pensare si possa installare a bordo di queste auto.
"Mi piace la Lotus" dice Jessica, "in famiglia abbiamo avuto una Elise. Era una di noi e la chiamavamo gigetta. Nostra figlia invece l'abbiamo chiamata Elise. E' evidente come la Lotus sia nei nostri cuori."
Ma cosa ne pensa Jessica della Exige? Le differenze meccaniche tra Elise e Exige non sono stravolgenti ma l'evoluzione è evidentissima.
"La Exige è davvero la sorella maggiore e cattiva dell'Elise, pur incarnandone fino nel profondo lo spirito. Ha una guida più vicina a quella di un prototipo che non ad una vettura stradale. Equilibrata e gentile, vuole una guida determinata. La cosa che mi sorprende di questa vettura è che ti permette di fare più traiettorie ideali nella stessa curva. Se entri forte avrai un punto di corda alto, se entri lento potrai contare sulla sua progressione per uscire come un proiettile. In entrambi i casi, rispetto alla curva ideale non avrai perso che pochi centesimi. Questo permette anche ai genteman driver di esprimersi molto bene e assicura prestazioni equilibrate tra pilota e pilota."
Formula Renault 2000
Del lotto è l'unica degna discendente dall'esperienza di un costruttore di Formula 1. Seat non ne ha, i ricordi di Lotus si fermano a molti lustri fa anche se la loro divisione Engineering offre consulenza a nomi insospettabili del mondo delle corse e pure della F1. Renault invece sa benissimo come si costruisce una Formula 1 moderna e soprattutto vincende. Anche se il progetto della Formula Renault 2000 è dell'italiana Tatus di Milano, non dimentichiamoci che quello stemma sul musetto significa che Renault ne ricoosce valore e paternità.
Monoscocca in carbonio, aerodinamica avanzata, galleria del vento, cambio sequenziale e soprattutto un'attenta telemetria a controllare ogni battito di ciglia di chi occupa il ponte di comando di questa piccola navicella spaziale.
A sorpresa però Jessica ci dice che "Incredibilmente non è impegnativa come ci si aspetterebbe. Va fortissimo ed è efficacissima. Quando il tuo piede destri esercita 80kg di pressione sul pedale del freno è come se sotto il piede avessi un paletto che si conficca nel manto della pista tanta e tale è la decellerazione. Ma quando il tuo piede passa all'accelleratore tutto cambia e la velocità che hai appena perso ti piomba sulla schiena come se provenisse dal nulla. Tutto questo però non richiede lo sforzo che ci si aspetterebbe. Basta non sbagliare mai e tutto va bene e forte. Ma appena perdi il ritmo e metti le ruote nel posto sbagliato tutta questa velocità anzichè restare nelle tue mani inizia ad andare a spasso provocando una repentina sbandata e qualche grattacapo al telemetrista quando guarda i grafici."

Quella che Tarcisio Bernasconi ha assegnato a Jessica per questo test è la vettura portata in gara da Roberto Seveso. Sentiamo Jessica cosa ne pensa: "Beh, è una vettura chiaramente derivata dalla serie, anche se il lavoro sovolto sulla scocca e sulle sospensioni la fanno assomigliare più a una vettura di classe GT che a un'auto per andare a fare la spesa. Che sia derivata dalla serie lo si vede chiaramente dal cambio. E' il conosciuto e collaudato DSG nato per impieghi stradali, dotato di doppia frizione e di gestione elettronica dei movimenti che sono tanto rapidi da far impallidire un sequenziale di penultima generazione. Il DSG è un progetto sviluppato con metodo tedesco e questo significa che seppur sia progettato per impiego stradale, non ha nulla da temere nell'impiego gravoso come quello agonistico, il tutto senza dover cambiare una vite al suo interno. Delude però nella gestione elettronica. Quando esco dalla pit-lane mi piace aver sempre il controllo di tutto, nel bene e nel male e non mi piace dover chiede "per favore" quando devo scalare. Se voglio togliere una marcia lo devo poter fare e basta. Invece la centralina ha sempre l'ultima parola e se l'ingegnere tedesco in camice bianco ha stabilito che in 3° a 4950 giri non si può scalare in 2°, stai fresco e devi attendere..."
Le prime impressioni di Jessica non sono entusiasmanti ma poi il cronometro racconta la verità: la Seat Leon Cup è una vettura veloce, tremendamente veloce e incredibilmente efficace. Jessica inanella una serie di giri con un progressivo e costante miglioramento e solo la fine del test decreta il miglior tempo ottenuto sulla Seat. Abbiamo l'impressione che se avesse potuto girare tutta la giornata sarebbe scesa a tempi da qualifica.
Lotus Exige Cup

L'impressione entrando alla PB Racing è che ogni Lotus riesca a contaminare il suo possessore con il seme della follia e che l'adrenalina che queste vetture trasmettono generi dipendenza dalla ricerca delle prestazioni sempre migliori. Appesi qua e la si trovano marmitte in titanio, carrozzerie in carbonio mentre i pavimenti e le scaffalature metallice accolgono cerchi in magnesio, cambi sequenziali e ogni altra diavoleria che la sconsideratezza inglese può pensare si possa installare a bordo di queste auto.
"Mi piace la Lotus" dice Jessica, "in famiglia abbiamo avuto una Elise. Era una di noi e la chiamavamo gigetta. Nostra figlia invece l'abbiamo chiamata Elise. E' evidente come la Lotus sia nei nostri cuori."
Ma cosa ne pensa Jessica della Exige? Le differenze meccaniche tra Elise e Exige non sono stravolgenti ma l'evoluzione è evidentissima.
"La Exige è davvero la sorella maggiore e cattiva dell'Elise, pur incarnandone fino nel profondo lo spirito. Ha una guida più vicina a quella di un prototipo che non ad una vettura stradale. Equilibrata e gentile, vuole una guida determinata. La cosa che mi sorprende di questa vettura è che ti permette di fare più traiettorie ideali nella stessa curva. Se entri forte avrai un punto di corda alto, se entri lento potrai contare sulla sua progressione per uscire come un proiettile. In entrambi i casi, rispetto alla curva ideale non avrai perso che pochi centesimi. Questo permette anche ai genteman driver di esprimersi molto bene e assicura prestazioni equilibrate tra pilota e pilota."
Formula Renault 2000

Monoscocca in carbonio, aerodinamica avanzata, galleria del vento, cambio sequenziale e soprattutto un'attenta telemetria a controllare ogni battito di ciglia di chi occupa il ponte di comando di questa piccola navicella spaziale.
A sorpresa però Jessica ci dice che "Incredibilmente non è impegnativa come ci si aspetterebbe. Va fortissimo ed è efficacissima. Quando il tuo piede destri esercita 80kg di pressione sul pedale del freno è come se sotto il piede avessi un paletto che si conficca nel manto della pista tanta e tale è la decellerazione. Ma quando il tuo piede passa all'accelleratore tutto cambia e la velocità che hai appena perso ti piomba sulla schiena come se provenisse dal nulla. Tutto questo però non richiede lo sforzo che ci si aspetterebbe. Basta non sbagliare mai e tutto va bene e forte. Ma appena perdi il ritmo e metti le ruote nel posto sbagliato tutta questa velocità anzichè restare nelle tue mani inizia ad andare a spasso provocando una repentina sbandata e qualche grattacapo al telemetrista quando guarda i grafici."
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